la Scuola

Alt agraria

La Facoltà di Architettura di Alghero, ora Dipartimento, è nata nel 2002, prima facoltà di architettura in Sardegna; nel 2009 alla sua prima apparizione, è risultata la miglior facoltà di Architettura d’Italia nella valutazione CENSIS – La Repubblica e da sette anni siamo sul podio.

È una Scuola all'altezza delle migliori esperienze internazionali per la qualità dell'insegnamento, la qualità della ricerca e la qualità della vita.
Il progetto didattico si misura con le problematiche locali, del territorio e della Sardegna, ma rende Alghero un ambiente internazionale di incontro e di relazione tra architetti, urbanisti, pianificatori, designer, docenti, studiosi e studenti italiani e stranieri.

Per questo sono stati chiamati a fare lezione, a guidare laboratori progettuali, a discutere, a tenere conferenze e seminari i protagonisti italiani e stranieri dell'architettura, della pianificazione, del design, del paesaggio.

Per questo è stata garantita agli studenti la possibilità di fare esperienze didattiche e professionali all'estero di partecipare a scuole estive internazionali, di vivere esperienze formative professionali nei tirocini anche dopo la laurea ad Amsterdam, Copenhagen, Atene, Lisbona, Shanghai, Pechino, Madrid, Mosca, San Paolo, Parigi, Barcellona, La Plata, Montpellier, Kyoto ….

Per questo nell’attività didattica vengono riversati i risultati delle ricerche, ricerche a loro volta spesso “guidate” dalle esigenze della didattiche e rivolte anche ad affrontare i problemi del territorio e della Sardegna.

L'offerta formativa copre la dimensione progettuale a tutte le scale ed è fortemente collegata alle attività di ricerca.

Il progetto formativo

Il progetto formativo si fonda su laboratori di progettazione bimestrali o quadrimestrali, secondo il principio dell'”imparare facendo”.
Ne consegue una strutturazione dei piani di studio orientata al progetto già dal primo anno, per poter applicare direttamente quanto appreso nelle sezioni teoriche dei corsi. Lo studente acquisisce la capacità di trasformare i concetti appresi in elaborati e si abitua ai ritmi e alle scadenze imposte dall'attività professionale.
Questa organizzazione dei Corsi di laurea, innovativa per l'Italia, nasce da un'attenta analisi e da un'approfondita valutazione delle principali esperienze formative internazionali in relazione al cambiamento sia delle modalità di apprendimento e sia delle attività professionali.

I concetti chiave

Imparare facendo
non solo tutte le nozioni teoriche acquisite vengono sistematicamente verificate rispetto alla realtà, ma il confronto stesso con condizioni reali diventa ulteriore argomento per sviluppare ragionamenti critici;

Strutturazione dei piani di studio orientata al progetto già dal primo anno
ciò consente di applicare direttamente quanto appreso nelle sezioni teoriche dei corsi: in questo modo può essere acquisita la capacità di trasformare i concetti appresi in elaborati e ci si abitua ai ritmi e alle scadenze imposte dalle attività professionali;

Formazione pluralistica
realizzata sia attraverso l’integrazione di varie discipline su ogni singolo progetto, sia attraverso l’insegnamento di docenti provenienti da diverse “scuole” ed esperienze professionali in molti Paesi.

Apprendimento delle lingue durante le attività
anche attraverso corsi teorici esclusivamente in lingua inglese; lo scopo è favorire la conoscenza della lingua e del lessico disciplinare;

Attività intermedia e finale di tirocinio professionale in Italia e all'estero
che si affianca alla consueta attivazione di progetti Erasmus; la Facoltà ha firmato 38 accordi di collaborazione con università europee per un totale di 108 borse Erasmus e 20 accordi di collaborazione accademica internazionale, anche a livello extra europeo, nel campo dei tirocini e della ricerca scientifica e didattica; nell’anno accademico 2008/2009 160 studenti hanno partecipato a tirocini, di cui il 45% all’estero;

Rapporto ottimale tra il numero di docenti e il numero degli studenti
In ogni laboratorio, oltre ai docenti delle discipline coinvolte, sono presenti giovani professionisti e cultori della materia (uno ogni 15 studenti): ciò permette agli allievi di essere seguiti costantemente.

Informatica
uso ampio e creativo delle nuove tecnologie sia come ambiente di studio e di lavoro sia come apprendimento e utilizzo di nuovi strumenti professionali.

L'organizzazione didattica

Ogni anno è suddiviso in due semestri, nei quali sono distribuiti i crediti formativi universitari (CFU).

L'attività formativa si articola in:

  • blocchi didattici progettuali e di approfondimento
  • corsi monodisciplinari
  • tirocini
  • attività a scelta dello studente
  • lingua straniera (inglese)
  • prova finale

I “blocchi” didattici sono spesso didatticamente concatenati tra loro durant il semestre, sono caratterizzati da un tema progettuale che è elaborato attraverso diverse discipline, scelte tra quelle più importanti per lo sviluppo teorico e pratico del progetto. In ogni blocco e per ogni disciplina sono svolte attività di lezione frontale, esercitazioni e laboratori progettuali integrati con docenti e tutores. Nel corso di tutto l'anno accademico si svolgono inoltre le lezioni dei corsi monodisciplinari.

Un uso diffuso delle nuove tecnologie caratterizza i programmi del piano di studi, creando un ambiente di studio e di lavoro creativo e permettendo l'apprendimento e l'utilizzo di nuovi strumenti professionali. Il calendario degli esami si articola in tre sessioni: febbraio, luglio e settembre.

Al terzo anno gli studenti possono svolgere il tirocinio per un periodo variabile dai 3 (Corsi triennali) ai 6 mesi (Corso quinquennale) in Italia o all'estero che è affiancata dalla consueta attivazione di progetti Erasmus. Il Dipartimento offre un servizio di orientamento al tirocinio che tiene conto degli interessi personali oltre che del percorso formativo di ciascuno studente.

Dati placement: per l’anno accademico 2011/2012 sono state stanziate n. 64 borse per attività di placement per un periodo da 3 a 6 mesi in 42 tra enti e studi professionali in Spagna, Portogallo, Regno Unito, Francia, Irlanda, Svezia e Grecia.

Nell'ultimo anno di corso sono previsti laboratori finalizzati alla preparazione dell'elaborato finale o della tesi di Laurea. La frequenza ai corsi è obbligatoria.

Il logo della scuola disegnato da Alan Fletcher

Logo

Maestro indiscusso della grafica chiamato nel 2003 a disegnare il logo della nascente Facoltà, fondatore di Pentagram – uno degli studi più noti e attivi nel panorama della grafica internazionale –, Fletcher risponde con passione ed entusiasmo alla sfida e dà prova della sua rara capacità immaginifica.
Dopo aver disegnato le identità di istituzioni, agenzie e aziende dai nomi altisonanti come la Reuters, il Victoria and Albert Museum, mentre ricopriva l’incarico di direttore artistico della celebre Phaidon, egli si trova catapultato in una realtà del tutto differente, in tutti i sensi marginale e lontana, ma da buon visionario sposa il progetto offrendone la sua personale interpretazione. Fletcher disegna una “A”, una delle sue “A”, una di quelle che imperavano sulle pareti del suo luminoso studio di Pembridge Mews, la sua inequivocabile firma: “A”.

Il carattere che sceglie è silenzioso, evanescente, sfuggente, quasi un’ombra onirica. Ma solo i sogni coraggiosi conducono a realtà prima impensate e allargano gli orizzonti del possibile. Con quel segno veniva definita l’identità e sancita la nascita di “Architettura ad Alghero”.

Una storia che inizia tra il sogno e l’utopia, non intesa come fuga dalla realtà, ma come strumento di costruzione della realtà stessa. Non poteva esserci un avvio più benaugurante perché, come scrive Lewis Mumford, è l’assenza di utopia a causare l’impoverimento della progettualità e la capacità di immaginare altrimenti la realtà. I segni della “A” lasciataci da Alan Fletcher sono di per sé un progetto, una composizione dallo spirito spiccatamente creativo e costruttivo.

Si parte dunque dal principio, dalla lettera “A”. Un inizio didatticamente ineccepibile, certo, ma ancora incompleto. Per potersi concretizzare in realtà, l’utopia necessita infatti di un’opportunità, di un progetto e di una comunità: un’opportunità che la porti ad aggrapparsi ad un preciso momento storico sfruttandone le condizioni favorevoli; un progetto che le permetta di tradursi dalla dimensione astratta a quella concreta ed effettiva; infine una comunità capace di attuare il progetto.
Requisiti, questi, che non tardarono ad arrivare.

(Cicalò E. (2010), La Facoltà di Architettura, in A. Mattone (a cura di), Storia dell’Università di Sassari. Ilisso, Nuoro.)