Uno strumento di interazione fluido-struttura per la protezione dei siti di produzione di energia pulita (FSI-CEP) L’acqua rappresenta un elemento critico per le attività antropiche e per le infrastrutture. Negli ultimi anni, gli effetti del cambiamento climatico sono diventati sempre più evidenti, generando scenari in cui il contatto diretto o la prossimità con masse d’acqua può compromettere la sicurezza delle persone, la continuità delle attività economiche e l’integrità di strutture di interesse strategico, come ad esempio quelle destinate alla produzione di energia. Ciò vale in particolare per quelle attività localizzate in prossimità di litorali a bassa elevazione, potenzialmente soggette a fenomeni di inondazione provocati da onde marine generate da tempeste, oppure – data l’elevata sismicità del territorio nazionale e delle aree marine adiacenti – da eventuali tsunami. Rischi analoghi possono verificarsi lungo corsi d’acqua fluviali e torrentizi, i quali, a seguito di eventi meteorici intensi e improvvisi, possono dar luogo a esondazioni con gravi ripercussioni per centri abitati e attività economiche, agricole e industriali.In tale contesto, è fondamentale porre attenzione alle strutture di interesse strategico in diretto contatto con l’acqua, quali barriere protettive, dighe o piattaforme offshore per l’installazione di turbine eoliche. Queste strutture risultano particolarmente esposte a sollecitazioni indotte da acque marine o lacustri, come impulsi dinamici e azioni chimiche che favoriscono fenomeni corrosivi e l’innesco e la propagazione di danneggiamenti strutturali.L’interazione tra acqua e strutture costituisce il fulcro del presente progetto di ricerca. Da un lato, si intende valutare l’impatto dell’acqua sulle strutture, attraverso la quantificazione del livello di rischio cui esse sono soggette. Dall’altro lato, si propone di monitorare le strutture sottoposte a condizioni di carico estreme, ovvero sollecitazioni meccaniche impulsive, o effetti di corrosione dovuti al contatto prolungato con acqua salina. Infine, l’obiettivo è monitorare il comportamento strutturale complessivo e prevedere l’evoluzione del danno e dei fenomeni di degrado. Gli strumenti metodologici previsti includono applicazioni avanzate della meccanica del continuo, tra cui l’interazione fluido-struttura, la meccanica della frattura, la meccano-diffusione, e altri approcci affini.Nell’analisi delle prestazioni strutturali di materiali e componenti in ambienti severi, è necessario tenere in considerazione un’ampia gamma di fenomeni, tra cui la degradazione di solidi elastici dovuta a processi microscopici quali l’innesco, la crescita e la coalescenza di microfessure, innescati da carichi meccanici e dalla presenza di soluti diffondenti all’interno del solido. Tali fenomeni risultano rilevanti in numerose applicazioni ingegneristiche reali, come: le batterie agli ioni di litio, in cui si verifica la diffusione di ioni all’interno degli anodi solidi; l’infragilimento da idrogeno nei metalli, ovvero la perdita di duttilità indotta dalla diffusione dell’idrogeno; il magnetismo da intercalazione in materiali massivi non magnetici; la diffusione dell’acqua nei polimeri adesivi dentinali, che causa ammorbidimento meccanico e degradazione idrolitica; e molte altre situazioni analoghe. Dati di progetto Unità di ricercaUniversità di Napoli “Federico II” – Responsabile di progetto: Marialaura Di SommaUniversità di Sassari – Responsabile scientifico di unità: Emilio BarchiesiUniversità di Cagliari – Responsabile scientifico di unità: Victor EremeevCallBando PRIN 2022 PNRRDurata del progetto24 mesiPrincipali campi ERC PE - Physical Sciences and EngineeringSubcampi ERC PE8_3 Civil engineering, architecture, offshore construction, lightweight construction, geotechnicsPE8_5 Fluid mechanicsParole chiave Fluid Structure Interaction, Computational Fluid Dynamics, Damage model, Nonlocal damage, Clean energy production Unità di ricerca - Università degli Studi di Sassari Emilio BarchiesiResponsabile d'unitàEmilio Turco Margherita Solci Gian Felice Giaccu Andrea Causin Naviga la sezione un mondo Futuro più caldo: effetti sulle comUnità plancToniche e sui patogeni negli ecosistemi vUlneRabili del mediterraneO Reloading city: un nuovo approccio sistemico alla rigenerazione della città e del territorio Diritto e ‘buone pratiche’ nella gestione del territorio fra antichità romana e realtà odierna: la sostenibilità nell’uso del suolo alla luce dei testi agrimensori romani Riscaldamento del mare e arretramento delle coste nel bacino del Mediterraneo Wa.Co.Med M.A.C.IN.A. - Applicazione multilivello per archivi di informazioni culturali. Un focus sulle aree interne delle regioni Abruzzo e Sardegna Progettazione e sintesi di metamateriali con applicazioni all'ingegneria delle infrastrutture Uno strumento di interazione fluido-struttura per la protezione dei siti di produzione di energia pulita (FSI-CEP) Artefatti normativi e disegni normativi: indagare la regolazione non linguistica (NAND)